antonello caravano

Google Reader addio!


Premessa

Ammetto che quando lo scorso marzo ho avuto notizia della prevista “morte” di Google Reader il biscotto che stavo assonatamente ingurgitando mi è andato di traverso.

“Ma come?!?” (seguito ovviamente da altre varie imprecazioni), uno dei servizi internet che uso di più in assoluto, me lo chiudono??! Non è possibile!!”.

Eppure è così. Ieri, primo luglio 2013, il mio amatissimo aggregatore di news ha tirato l’ultimo respiro per non ben precisati motivi, se non quello di lasciar spazio  a Google+ e a una maniera differente di leggere le news.

La tristezza è regnata sovrana, un pò come quando Italia 1 ha interrotto Millenium, l’unica serie televisiva che  guardavo io, mia moglie e pare circa altre 12 persone in Italia.

Eppure Google Reader non è l’equivalente internet  di una trasmissione televisiva di Dj Francesco che per default chiude alla puntata 0, anzi. Per giornalisti, lettori, curiosi o semplici persone come me che hanno sempre “sete” di news dei settori più disparati Reader era una vera a propria droga e necessità.

Ma tant’è e indietro non si torna, come vorrebbe sempre la signorina del Tom Tom. E il popolo della rete trova ovviamente sempre valide alternative. Al momento ho scelto Feedly.

Google Reader è morto? Viva Feedly!

Quasi tutti i siti di tecnologia sono concordi nel considerarlo come il più probabile erede di una gran fetta degli utenti abbandonati dalla Big G. Unisce le funzioni più classiche dei lettori di feed con quelle delle applicazioni che mettono insieme riviste personalizzate sulla base dei contenuti scelti dai propri utenti.

Su Feedly i feed possono essere divisi in cartelle, alle quali può essere associato un diverso modo di visualizzazione (si può quindi creare una cartella con soli feed di siti fotografici e scegliere l’impostazione che privilegia le immagini sul testo).

Lo schema dei colori dell’interfaccia può essere personalizzato, ha opzioni per inviare gli articoli a Instapaper, Evernote e altri servizi.

E soprattutto ha implementato un sistema automatico di importazione dei feed da Google Reader (tramite Takeout),  applicazioni per iPhone, iPad e Android, che si sincronizzano in base alle letture effettuate.

Insomma sopravviverò, anche se il biscotto è stato un pochino amaro.

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