antonello caravano

Istanbul 2012


Bianche parole di gabbiani
giravano in tondo
incrociandosi e sfiorandosi
nella notte d’Istanbul

sulla cupola d’Aya Sofia
occhi neri e speziati
tagliati da un velo
raccontavano di speranza
che perdevo guardandoti

ora ti specchi in quei battelli
indecisi tra l’Asia e l’Europa
giunti stanchi al Corno d’Oro

ti guardo ancora
li guardo ancora

non so portarli a te
a noi

fa freddo s’è fatto tardi

si.. ora andiamo

(Mauro Santi)

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